Viterbo, quartiere medievale di San Pellegrino
Un viaggio nel tempo attraverso le strade e le mura di questo antico borgo
Sempre aperto
Gratuito
2-3 ore
Storia e Atmosfera
Il quartiere di San Pellegrino a Viterbo è uno dei più antichi borghi medievali d’Italia, con origini risalenti al IX secolo. La sua storia è il risultato di una serie di conquiste e ribellioni, dagli Etruschi, ai Romani, ai Longobardi, fino agli Orsini, che lo fecero ricostruire nel XIII secolo. Oggi, il borgo conserva un’atmosfera unica, con le sue stradine strette e le case a torre.
Il nome del quartiere deriva dalla basilica di San Pellegrino, una delle più antiche chiese di Viterbo, costruita sulla tomba di san Pellegrino, un pellegrino francese che morì qui nel 1118.
Le case a torre di San Pellegrino sono un esempio unico di architettura medievale, con muri spessi e finestre a balzo. La maggior parte di esse sono state abitate dalla stessa famiglia per più di 500 anni, mantenendo un’atmosfera antica e quasi religiosa.
Il borgo è stato teatro di numerose leggende e curiosità. Una di queste riguarda la cosiddetta Porta del Diavolo, una porta che si dice che fu costruita da papa Bonifacio VIII per permettere al diavolo di entrare nel borgo. Tuttavia, secondo altre leggende, la porta fu costruita per permettere agli Orsini di entrare nel borgo per attaccare gli abitanti.
Un’altra curiosità riguarda la cosiddetta Scala Santa, una scalinata di 70 gradini che porta alla basilica di San Pellegrino. Secondo la leggenda, questa scalinata fu costruita da san Pellegrino stesso, e sono stati più volte attribuiti poteri miracolosi a questa scalinata.
Cosa Vedere Assolutamente
- Basilica di San Pellegrino: La chiesa più antica di Viterbo, costruita sulla tomba del santo. Non dimenticare di camminare sulla Scala Santa.
- Porta del Diavolo: La porta più famosa del borgo, oggi chiusa, ma ancora visibile.
- Case a torre: Gli edifici più antichi del borgo, che conservano ancora l’atmosfera del medioevo.
- Museo Civico: Un museo che raccoglie numerosi oggetti di interesse storico e artistico.
- Palazzo dei Priori: Il palazzo più antico del borgo, dove si riuniva il Consiglio dei Priori.
Domande Frequenti
Quando è meglio andare a Viterbo? Il periodo migliore per visitare Viterbo è tra il mese di aprile e il mese di ottobre, quando il clima è più mitigato e il borgo è caratterizzato da una suggestiva atmosfera.
È possibile visitare il borgo in sedia a rotelle? Non tutti i sentieri del borgo sono facilmente accessibili a coloro con mobilità ridotta, ma è possibile visitare la maggior parte delle attrazioni, tra cui la basilica di San Pellegrino e il palazzo dei Priori.
È possibile lasciare il proprio veicolo nel borgo? Ci sono numerose zone di parcheggio disponibili a breve distanza dal borgo, ma non è possibile lasciare il veicolo all’interno del borgo.
È possibile portare bambini nel borgo? Il borgo è caratterizzato da strade strette e scalini, e può essere difficile muoversi con bambini piccoli. Tuttavia, molte famiglie visitano il borgo con bambini, e ci sono numerose zone di gioco disponibili nelle vicinanze.
Come si può raggiungere Viterbo? Viterbo è facilmente raggiungibile in autobus o in auto da Roma, Firenze e Napoli. Inoltre, ci sono voli a basso costo da numerose città italiane.
Cosa vedere di Viterbo? Nelle vicinanze di Viterbo ci sono numerose attrazioni da visitare, tra cui la città termale di Bagni San Filippo, il lago di Bolsena e il Parco Naturale dei Monti Cimini.
Quali sono i periodi di pioggia più frequenti? I periodi di pioggia più frequenti a Viterbo sono tra il mese di ottobre e il mese di aprile, ma il clima può essere imprevedibile, quindi è sempre consigliabile controllare il tempo prima di partire.
Cosa vedere (Suggeriti)
Se ti trovi qui, non perdere anche:
- Bagni San Filippo: Una città termale famosa per le sue acque termali.
- Lago di Bolsena: Un lago di 123 km², tra i più grandi d’Italia, che offre belle panoramiche e possibilità di pesca.
- Parco Naturale dei Monti Cimini: Un parco naturale di 474 km², che offre numerose escursioni tra cui il Monte Cimino, il più alto della regione.