Museo della Civiltà Contadina “Il Cambonino Vecchio” di Cremona
Un viaggio nel tempo attraverso il passato campestre della Lombardia
Storia e Atmosfera
Il Museo della Civiltà Contadina “Il Cambonino Vecchio” è un’attrazione unica che transpira storia e tradizione. La sua storia comincia nel 1984, quando un gruppo di abitanti di Cremona decise di ristrutturare un antico magazzino di grano del XIX secolo, trasformandolo in un museo dedicato alla vita campestre. Inizialmente, il museo era aperto solo durante cerimonie religiose e feste, ma negli anni ’90 fu ampliato e reso accessibile al pubblico.
L’architettura del museo è rappresentativa del tipo di costruzioni delle fattorie lombarde del passato. È costruito con le tradizionali pietre locali e ha un tetto in tegole rosse. Il nome “Il Cambonino Vecchio” deriva dal fatto che l’edificio ospitava un “cambonino”, una piccola scala per far salire il grano da un piano all’altro.
Il museo è importante perché offre una vista autentica della vita campestre lombarda attraverso gli oggetti e le testimonianze della vita quotidiana dei contadini. È una occasione unica per conoscere la storia e la cultura del territorio e per apprezzare i valori della tradizione e della sostenibilità.
Una curiosità: il museo è stato utilizzato come set cinematografico per alcuni film, tra cui “Il Postino” e “La Terza Madre”.
Nella zona vicino al museo, si possono ancora vedere le antiche fattorie campestri con le loro tipiche torri di grano e le abitazioni della famiglia contadina.
Cosa Vedere Assolutamente
- La Sala delle Attività Contadine: È la sala principale del museo, dove sono esposti gli strumenti utilizzati dai contadini per il lavoro nei campi e nella fattoria.
- La Sala della Cucina Contadina: Questa sala offre una visione del cibo e della cucina campestre. È possibile vedere gli strumenti utilizzati per la cottura e la preparazione del cibo, nonché i recipi tradizionali.
- La Sala delle Ceramiche: La sala è dedicata alle ceramiche tradizionali lombarde, tra cui piatti, vasellame e sculture.
- La Sala del Mugnaio: Questa sala è dedicata alla mugnaia, la lavorazione del grano. È possibile vedere i macchinari utilizzati per la mugnaia e gli strumenti utilizzati per il pagliaio e il fieno.
- La Sala della Sartoria: La sala è dedicata alla sartoria campestre. È possibile vedere gli strumenti utilizzati per la sartoria e i modelli di abiti tradizionali.
- Il Giardino Etno-botanico: Il giardino è un luogo di ricerca e conservazione di piante utilizzate dai contadini per la medicina, la cucina e la costruzione.
Domande Frequenti
- Quando è meglio visitare il museo? Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:00. I mesi migliori per visitare il museo sono da aprile a ottobre.
- È accessibile al pubblico? Il museo è accessibile a persone con disabilità fisiche, ma non è possibile accedere con carrozzine a motore. È consigliato contattare il museo in anticipo per chiarire eventuali problemi.
- È possibile parcheggiare vicino al museo? Sì, è possibile parcheggiare gratuitamente vicino al museo.
- È possibile visitare il museo con bambini? Sì, il museo è visitabile con bambini di tutte le età. È consigliato contattare il museo in anticipo per chiarire eventuali problemi.
- È possibile visitare il museo durante la stagione fredda? Sì, il museo è aperto anche durante la stagione fredda.
- È possibile fotografare all’interno del museo? Sì, è possibile fotografare all’interno del museo, ma è richiesto rispettare la privacy delle altre persone e non fotografare gli oggetti più fragili.
Cosa vedere (Suggeriti)
Se ti trovi qui, non perdere anche:
- Piazza del Comune di Cremona: La piazza è il cuore storico della città e ospita il Palazzo del Comune, il Torrazzo e la Cattedrale di San Germanico.
- Il Tempio di Torlonia: Il tempio è un monumento di epoca romana dedicato a Minerva e si trova vicino al centro della città.
- Il Museo di Violino Stradivari: Il museo è dedicato ai celebri violini del maestro Niccolò Stradivari e si trova nella stessa strada del museo della civiltà contadina.